Rosolia: sintomi e trattamento

Rapida introduzione ai nostri temi
La rosolia è un'infezione virale che si verifica raramente in Europa a causa della diffusa campagna vaccinale. Spesso la malattia ha un decorso senza sintomi e, quando si verificano, di solito non sono specifici. Il più evidente è un'eruzione cutanea che si estende su tutto il corpo. Soprattutto negli adulti può causare complicazioni come dolori articolari o infiammazioni di vari organi. Inoltre, in caso di donne incinte non vaccinate, esiste un grande rischio di problemi di sviluppo del nascituro nelle prime settimane di gravidanza: in tale circostanza, è particolarmente importante evitare il contatto con persone potenzialmente malate. Non è possibile trattare efficacemente l'agente patogeno, ma l’infezione di solito guarisce da sola entro pochi giorni. Se necessario, sintomi come febbre, dolore o nausea possono essere alleviati con i farmaci. Resta il fatto che la scelta più semplice e ragionevole è quella di proteggersi con la vaccinazione.
Cos'è la rosolia?
La rosolia è una malattia causata dal virus della rosolia, noto con il nome di Rubella virus. Di regola, procede in modo innocuo, tuttavia l’agente patogeno può colpire il feto di donne incinte infette e portare a gravi disturbi dello sviluppo, a nascite premature o aborti.
La rosolia è presente in tutto il mondo e circa otto-nove infezioni su dieci si verificano nei bambini di età compresa tra i tre e i dieci anni. Questa malattia è un buon esempio dell'utilità delle vaccinazioni: mentre nel 2000 sono stati segnalati 670.000 casi in tutto il mondo, il numero è sceso a 15.000 nel 2018, grazie alla costante immunizzazione. In Italia sono stati segnalati solo 15 casi nel 2020, per poi arrivare a nessun caso segnalato nel 2021. L’infezione è quindi considerata in questo Paese come debellata. Lo stesso vale per la Germania e l'Austria.
Come si manifesta la rosolia?
Circa la metà delle infezioni da rosolia procede senza sintomi. Nell'altra metà dei casi si manifestano tipicamente:

- Febbre o temperatura elevata.
- Lievi sintomi simili a quelli dell'influenza nel tratto respiratorio superiore.
- Linfonodi ingrossati principalmente sul collo, solitamente indolori.
- In contemporanea o un po' più tardi, spesso si diffonde un'eruzione cutanea (esantema maculopapulare) dal viso al corpo e agli arti con macchie rosso-rosate delle dimensioni di una lenticchia. Di solito questa scompare entro pochi giorni.
Negli adulti, la malattia è più frequentemente accompagnata da segni simili a quelli dell'influenza e non specifici della malattia. Inoltre, possono verificarsi dolori articolari e infiammazioni delle articolazioni, dei bronchi, dell'orecchio medio, del muscolo cardiaco e, in rari casi, del cervello.
I bambini spesso non mostrano alcun sintomo o ne presentano pochissimi: il più evidente è la possibile eruzione cutanea, ma la malattia di solito guarisce senza complicazioni.
Le donne incinte non vaccinate trasmettono gli agenti patogeni attraverso la placenta al feto, che può subire gravi problemi di sviluppo, come malformazioni del cuore, delle orecchie e degli occhi. Gli specialisti definiscono questo come sindrome da rosolia congenita o embriofetopatia da rosolia, che rende possibili nascite premature e aborti spontanei. Il rischio è più alto durante i primi tre mesi di gravidanza e diminuisce in seguito; a partire dalla ventesima settimana il nascituro raramente subisce dei danni.
Che cosa causa la rosolia?
La malattia è causata dal virus della rosolia. Colpisce esclusivamente l'uomo e viene trasmessa quindi solo da persona a persona. L'infezione avviene solitamente attraverso particelle contenenti agenti patogeni presenti nell'aria (contagio per via aerea) che vengono inalate durante il contatto stretto con individui colpiti e che possono poi entrare nell'organismo attraverso le mucose. Inoltre, è possibile il contagio dalla madre al nascituro attraverso la placenta.
Dopo l'infezione occorrono circa due o tre settimane affinché i sintomi compaiano (periodo di incubazione). Gli individui infetti trasmettono il viruscirca sette giorni prima dei segni evidenti di malattia come l'eruzione cutanea (da tenere a mente se si desidera avvisare le persone che potrebbero essere state infettate) e dovrebbero essere considerate contagiose fino a circa sette giorni dopo la scomparsa di un possibile esantema (eruzione cutanea su larga scala).
In che modo il medico diagnostica la rosolia?
Innanzitutto il medico si informa sul tipo e sulla durata dei sintomi, a cui segue un esame fisico. Poiché spesso i segni sono quasi assenti, molto lievi o non specifici, diagnosticare la rosolia non è sempre facile. Inoltre, alcuni disturbi della malattia, tra cui l'eruzione cutanea, sono spesso difficili da distinguere da quelli che si manifestano in patologie come la scarlattina, la quinta malattia o il morbillo. Per questo motivo vengono solitamente eseguiti esami su sangue e urine e/o tamponi faringei per poter individuare l'agente patogeno in laboratorio.
Se madre e figlio vengono contagiati durante la gravidanza o se c’è questo sospetto, gli specialisti possono eseguire ulteriori esami. A seconda di quanto lo sviluppo del feto sia compromesso dall'infezione, i medici possono consigliare un’interruzione di gravidanza.
In che modo il medico tratta la rosolia?
L'infezione da virus della rosolia non può essere curata. È solo possibile alleviareisintomi come febbre o dolori articolari mediante farmaci come il paracetamolo o l’ibuprofene. In molti casi si riesce a diminuire anche la nausea e i disturbi delle vie respiratorie superiori. Solitamente la malattia guarisce da sola nel giro di pochi giorni ma, nel caso si verifichino complicazioni, la guarigione potrebbe richiedere più tempo e imporre trattamenti aggiuntivi.
Cosa puoi fare in caso di rosolia?
In caso di rosolia, è consigliabile riposare a letto e rimanere in tutta tranquillità. Inoltre, si dovrebbero informare le persone che potrebbero essere state infettate. Allo stesso tempo, va ricordato che già da una settimana prima dell'inizio dei sintomi, vengono secreti i virus che possono contagiare gli altri.
Evitare durante il periodo in cui si è contagiosi (fino a una settimana dopo la scomparsa dei sintomi!) il contatto con gli altri, specialmente con le donne incinte. Anche le strutture pubbliche, come scuole o asili, non possono essere frequentate durante la malattia. Sono i medici o le autorità sanitarie che decidono quando le persone colpite potranno tornare a essere presenti in tali luoghi.
Se è necessario visitare uno studio medico o un ospedale, è meglio informare la struttura in anticipo, in modo che possano essere adottate le misure di protezione appropriate.
La cosa migliore da fare è proteggersi con una vaccinazione. Questa è obbligatoria nei bambini tra i 12 e i 15 mesi con un richiamo tra i 5 e i 6 anni. La vaccinazione anticipata è possibile a partire dai nove mesi di età se, ad esempio, il piccolo deve frequentare una struttura pubblica.
In Germania la vaccinazione è consigliata a partire dagli undici mesi, la seconda dalle quattro settimane dopo o, al più tardi, alla fine del secondo anno di vita. In Austria, la vaccinazione è raccomandata dall'età di 10-13 mesi, la seconda viene effettuata entro 3 mesi dalla prima. Se la vaccinazione viene somministrata dopo il primo compleanno, la seconda deve essere effettuata dopo 4 settimane.
Anche in Francia la vaccinazione è obbligatoria. La Svizzera raccomanda la vaccinazione a partire dai 9 mesi, la seconda dose a partire dai 12 mesi.
La vaccinazione è utile anche in fasi successiva della vita, ma durante la gravidanza non è possibile effettuarla. Le donne dovrebbero vaccinarsi contro la rosolia, soprattutto prima di voler iniziare una gestazione. Dopo essere guariti da un'infezione o aver avuto una vaccinazione completa, si presume che persista un’immunità permanente.
La rosolia è soggetta a notifica obbligatoria.
Pubblicato il: 13.05.2026
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Michaela Tünnermann lavora da molti anni come farmacista presso Redcare. Tra le altre cose, ha contribuito alla creazione di THERAPIE PLUS, per aiutare le persone con malattie croniche a vivere meglio mediante la loro terapia. Grazie alla sua pluriennale esperienza, è all'origine delle nostre guide di Redcare Pharmacie, che forniscono informazioni esaurienti su vari argomenti legati alla salute e danno importanti consigli ai farmacisti.



