Disturbi del sonno: Cause, sintomi e trattamento

Rapida introduzione ai nostri temi
La mancanza di sonno influisce in modo significativo sul benessere. Il sonno è importante, addirittura essenziale per la sopravvivenza. La maggior parte delle persone ha bisogno di dormire dalle sette alle otto ore a notte e trascorre così circa un terzo della propria vita dormendo. Ma in fin dei conti, perché? E cosa si può fare quando non hanno più successo i soliti rimedi? Abbiamo una buona notizia: spesso bastano piccoli cambiamenti nella vita di tutti i giorni per addormentarsi e dormire meglio.
Perché dormiamo?
Mentre noi percepiamo il sonno come un momento di pausa, per il nostro corpo vale esattamente il contrario: durante il sonno, infatti, lavora a pieno ritmo. I muscoli crescono, le cellule si rinnovano, il sistema immunitario forma nuovi anticorpi. È soprattutto il cervello a essere attivo durante la notte: riordina le informazioni raccolte durante il giorno, elimina quelle irrilevanti e memorizza quelle importanti nella neocorteccia, la memoria a lungo termine.
Tutti conosciamo il consiglio di dormirci sopra una notte, e in questo c'è molto di vero. Infatti, grazie alla selezione delle esperienze quotidiane, dopo una notte di riposo le soluzioni ai problemi spesso si presentano da sole e ciò che si è imparato si consolida. Inoltre, durante il sonno vengono smaltiti ed eliminati i prodotti del metabolismo e i depositi proteici nel cervello, che in caso di mancanza di sonno si accumulano nelle cellule nervose. Questo fenomeno è associato ad un aumentato rischio di malattie neurodegenerative.
Risolvere i disturbi del sonno migliora in generale lo stato di salute: quando i processi di rigenerazione procedono senza ostacoli, la pressione sanguigna si abbassa, la psiche si stabilizza e le infezioni diminuiscono. Poiché, tuttavia, varie funzioni cerebrali e corporee si rigenerano durante le diverse fasi del sonno, è importante attraversarle tutte: in cicli di 90 minuti si susseguono le fasi di sonno leggero, profondo e REM. Ad esempio, coloro che si svegliano ripetutamente durante i periodi di sonno profondo si sentono agitati la mattina dopo, anche se hanno trascorso otto ore di riposo a letto.
Quali sono le forme di disturbi del sonno?
I disturbi del sonno possono assumere molte varianti: se ne distinguono fino a 80 forme. In questo contesto, vengono suddivisi in disturbi del sonno primari, ovvero quelli senza una causa diretta, e in disturbi del sonno secondari.
Alcuni dei più importanti sono elencati di seguito:
- Insonnia: indipendentemente dalla causa, questo termine comprende tutti i disturbi legati all'addormentarsi e al dormire ininterrottamente, nonché il risveglio prematuro.
- Parasonnia: la parasonnia si riferisce a qualsiasi interruzione ripetuta del sonno, ad esempio sonnambulismo, abbuffate notturne o incubi.
- Ipersonnia: le persone colpite non soffrono di mancanza di sonno, ma piuttosto di eccesso di sonno e di una forte sonnolenza diurna, come nel caso della narcolessia.
- Disturbi respiratori: interruzioni notturne della respirazione, come apnea notturna, rappresentano un'altra forma particolare di disturbi del sonno.
- Disturbi del ritmo circadiano: si tratta di tutti quei problemi del sonno in cui il ritmo del sonno è alterato, ad esempio a causa del lavoro a turni o del fuso orario.
Quali possono essere le cause dei disturbi del sonno?
Chi desidera dormire meglio dovrebbe innanzitutto cercare di individuare le cause della sua difficoltà. Dal momento che i disturbi del sonno e la fatica ad addormentarsi possono avere molte ragioni, anche le terapie variano notevolmente.
- Influenze esterne: il nostro sonno è influenzato da molti fattori. Un ambiente poco tranquillo, con troppo rumoreoluce, può influire sul nostro ritmo del sonno, così come un organismo viene scombussolato dal lavoro a turni o dal jet lag. Anche sostanze come la caffeina, l'alcol, le droghe o i farmaci possono tenerci svegli: basta dare un'occhiata al foglietto illustrativo o rinunciare all'espresso pomeridiano per risolvere spesso il problema.
- Motivi psicologici: quasi tutte le malattie mentali, come la depressione e l'ansia, sono accompagnate da insonnia. In tale contesto rientrano soprattutto i disturbi dell'addormentamento causati da pensieri ossessivi e il risveglio precoce. Ma anche stress acuto e situazioni di tensione come separazioni, traslochi o pressioni sul posto di lavoro possono provocare temporaneamente irrequietezza notturna.
- Fattori organici: molte malattie fisiche possono essere all’origine dei disturbi del sonno. A volte l'apparato locomotore non riesce a trovare riposo, come nel caso della sindrome delle gambe senza riposo o dei dolori reumatici. Ma anche disfunzioni della tiroide o malattie cardiache e polmonari possono esserne la causa. Inoltre, potrebbero entrare in gioco malattie neurologiche, quali la sclerosi multipla, la demenza o i tumori cerebrali. Spesso la causa risiede anche nell'ambito otorinolaringoiatrico, ad esempio in caso di interruzioni respiratorie notturne, la cosiddetta apnea del sonno, o di russamento. Inoltre, nelle donne possono aggiungersi ragioni ormonali, soprattutto in caso di disturbi del sonno durante la gravidanza o la menopausa.
Quando devo andare dal medico per l'insonnia?
Se:
- Si possono escludere influenze esterne.
- La correzione di fattori di disturbo esterni non porta alcun miglioramento.
- I disturbi del sonno persistono per diverse settimane.
- Se ti senti molto affaticato e con un calo di energia, è consigliabile sottoporsi a una visita medica. Durante la visita ti verranno poste domande sui tuoi sintomi e sulla tua storia medica. Successivamente vengono disposti gli esami del caso o gli eventuali accertamenti specialistici: si può trattare, ad esempio, di esami del sangue per determinare il quadro ormonale, di una misurazione delle onde cerebrali (EEG) o di una visita otorinolaringoiatrica. Se questa diagnostica non rivela una causa dei disturbi dell'addormentamento e del sonno, si procede con il rinvio a un laboratorio del sonno. Lì, i malati trascorrono una o più notti, mentre, ad esempio, vengono registrate onde cerebrali, attività cardiaca e respirazione; la cosiddetta polisonnografia rileva inoltre le diverse fasi del sonno. I medici potrebbero in aggiunta chiederti di tenere un diario del sonno: qui puoi annotare la durata del sonno, eventuali problemi e i fattori ambientali. In questo modo, i medici riescono a individuare la causa della maggior parte dei disturbi del sonno e ad avviare una terapia mirata.
Cosa aiuta contro i disturbi del sonno?
Se si ha difficoltà ad addormentarsi, può essere utile immaginare una scena piacevole, ad esempio in spiaggia o durante l'ultima vacanza. Secondo alcuni studi, la luna piena non ha un effetto dimostrabile sulla qualità del sonno, proprio come altri rimedi casalinghi noti, per i quali non esistono prove scientifiche inequivocabili.
Ciò che aiuta davvero a prevenire i disturbi del sonno è soprattutto una migliore igiene del sonno. Che inizia con l'ambiente del sonno:
- La camera da letto dovrebbe essere buia, calma e fresca.
- Il letto dovrebbe essere usato solo per dormire, non per guardare la TV o lavorare durante il giorno.
- È inoltre utile abituarsi ad andare a dormire a orariregolari e rinunciare al pisolino pomeridiano: questo può aiutare a ristabilire un ritmo del sonno sano.
Sebbene lo sport e l'attività fisica contribuiscano in linea di massima a un sonno di qualità, se praticati in modo eccessivo poco prima di andare a letto possono essere dannosi. Sono invece più indicati esercizi di rilassamento come la meditazione, lo yoga, il rilassamento muscolare progressivo o un bagno caldo.
La sera, mentre sei a letto, ti capita di passare un po' di tempo al telefono o sul portatile? Anche questo dovrebbe essere un tabù: la luce blu e intensa dello schermo del computer portatile o del cellulare inibisce il rilascio dell'ormone melatonina, che ci fa sentire stanchi.
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Quali farmaci possono aiutare in caso di insonnia?
I sonniferi dovrebbero sempre rappresentare l'ultima opzione terapeutica e dovrebbero essere assunti solo su prescrizione medica, quando tutte le altre misure si sono rivelate inefficaci. Molti di questi farmaci comportano gravi effetti collaterali, assuefazione e un elevato rischio di dipendenza. Non assumere mai questi farmaci di tua iniziativa, ma rivolgiti al tuo medico o alla tua farmacia.
Oltre ai sonniferi, esistono però anche molti preparati a base di erbe che possono avere un effetto coadiuvante. Di solito contengono uno o una combinazione dei seguenti principi attivi sotto forma di compresse o gocce:
- Lavanda
- Luppolo
- Valeriana
- Passiflora
Cosa puoi fare da solo in caso di disturbi del sonno?
- Tutti i fattori stimolanti o stressanti, come l'alcol, i cibi pesanti o la caffeina, impediscono un sonno ristoratore. Quel bicchiere di vino rosso bevuto prima di andare a dormire ci fa sentire stanchi sul momento, ma in realtà disturba soprattutto il sonno nella seconda parte della notte, impedendoci così di dormire a lungo. È meglio optare invece per tisane dalle proprietà calmanti, come ad esempio la melissa, la lavanda, la valeriana, il luppolo o la passiflora.
- La meditazione si è dimostrata utile in caso di insonnia; le meditazioni guidate possono essere d'aiuto.
- Anche la musica per dormire può aiutare ad addormentarsi: si tratta di una musica rilassante, spesso accompagnata da suoni della natura come la pioggia o il rumore del mare.
- Ugualmente, qualche goccia di olio di rosa o di lavanda sul cuscino può contribuire a garantire un sonno ristoratore. Infine, i pediluvi caldi serali con questi oli essenziali rilassano il corpo e la mente.
Cosa fare per l'insonnia acuta?
- Se, nonostante tutto, non riesci a chiudere occhio, mantieni comunque la calma. Andare a letto teso, per paura di non riuscire ancora una volta ad addormentarsi, è controproducente.
- Gli esperti consigliano di alzarsi dopo essersi rigirati nel letto per mezz'ora. Invece di costringerti a dormire, leggi qualcosa di rilassante o fai un'attività leggera.
- Esegui esercizi di respirazione o altre tecniche di rilassamento profondo per ritrovare la calma e rallentare il battito cardiaco.
Pubblicato il: 04.02.2022
Ultimo aggiornamento: 12.06.2026
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